Progetto I-Bimbi: Media e Minori.

Negli ultimi anni è venuta prepotentemente alla ribalta una questione che le generazioni di genitori precedenti non si erano mai trovate ad affrontare: come regolarsi sull’uso della tecnologia da parte dei minori. L’aspetto della tutela dei minori non è più confinabile solo ai media audiovisivi tradizionali, sebbene la normativa vigente sia ancora centrata sulla tutela dei minori per quanto riguarda i contenuti nocivi della TV.

Internet è dotato di una complessità che non è paragonabile a quella della televisione in quanto è destinato ad una pluralità di utilizzi e la sua fruizione è pensata per essere individualizzata e non collettiva. I contenuti che si trovano nella rete assumono un grado di autonomia molto elevato risultando declinabili in formati diversi, diffusi da mezzi diversi, adattabili a scelte e tempi di fruizione diversi. Esiste inoltre un divario significativo (anche se da ricerche recenti sembra che si stia colmando) tra i giovani, cosiddetti “nativi digitali”, e gli adulti, i cosiddetti “immigrati digitali”. L’avvento delle tecnologie

touch ha poi di molto facilitato l’utilizzo dei media anche da parte dei più piccoli, superando la barriera di quelle competenze (per esempio la scrittura) che per lungo tempo hanno rappresentato i requisiti di accesso ai dispositivi elettronici.

Questi aspetti sono significativi perché, in assenza di politiche di tutela adeguate, molte delle responsabilità di gestione dei media e fruizione dei contenuti ricadono sulle famiglie. Si prefigura dunque un bisogno di conoscenza del fenomeno e l’adozione di misure che rendano il più possibile sicura la fruizione da parte dei minori. Gli adulti svolgono una funzione importante, in quanto sono chiamati, per legge, a fornire al figlio un ambiente sicuro e rispettoso delle sue esigenze di crescita, “tenendo conto delle sue capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni”. Dunque la partita si gioca su questo sottile crinale, tutelare il figlio nel rispetto del suo essere. 

È naturale dunque che di fronte a questa situazione i genitori si pongano domande come:

  • Che cosa rende i media così appetibili?

  • Quali sono i vantaggi e i rischi dell’uso della tecnologia da parte dei minori? Quali sono i possibili effetti?

  • Come regolarsi per godere dei vantaggi che offre la tecnologia ma allo stesso tempo non danneggiare i nostri figli?

  • Qual è la giusta misura?

  • Cosa succede a livello fisiologico? E a livello psicologico e di relazione?

Durante l'incontro del 6 dicembre 2018, tenutosi presso la sede dell'Associazione WeMam a Bologna, ho cercato di fornire ai genitori presenti alcune informazioni su questi temi molto delicati.